martedì 24 marzo 2020
Le novità Netflix di martedì 24 marzo
"Tom Segura: Ball Hog" (2020): quarto special sul servizio streaming californiano per lo stand up comedian californiano Tom Segura e quell'umorismo tra famuiliare e nero che sarebbe piaciuto a Raimondo Vianello. Essendo l'unica proposta del giorno non può non essere la SCELTA DEL GIORNO.
lunedì 23 marzo 2020
Le novità Netflix di lunedì 23 marzo 2020
- Freud (2020), serie tv, Coproduzione tra Netflix e l'austriaca ORF su un giovane Freud che oltre a cominciare a pensare alla psicanalisi aiuta a dare la caccia a un serial killer. Otto episodi da 55 minuti. Avrà prevalso il procedurale mitteleuropeo o l'amore per la disfunzionalità del servizio streaming di Scotts Valley? Il dubbio, che chi lo ha visto alla tv autriaca ha già risolto, vale la elezione a SCELTA DEL GIORNO.
- Nut Job - Tutto molto divertente (Calan Bunker, 2017, 95'), sequel di Nut Job - operatore nocciolina (2014) vede il ritorno delle vicende delle avventure dello scoiattolo Spocchia e i suoi amici, sfidati da un sindaco trumpiano che vuole distruggergli il bosco. La coproduzione coreana resta sopra la sufficienza ed è tollerabile da grandi e piccini. Dimezza gli incassi del primo film ma poi hanno comunque fatto il terzo.
- Trolls (Mike Mitchell, White Dohrn,2016, 92'), il fortunato sbarco al cinema (340 milioni di dollari di incassi) delle odiose bambole Trolls impegnate nella battaglia ai cannibali Bergen. I doppiatori sono un parterre de roi che comprende tra gli altri Anna Kedrick, Cristine Baranski, Justin Timberlake, Gwen Stefani, Cristopher Mintz-Plasse, John Cleese e Zooey Deschanel. Insomma il consiglio è di non avventurarsi nella visione senza aver impostato l'audio originale sottotitolato. Appena i cinema saranno riaperti saranno infestati da "Trolls 2 - world tour"
- Cocaine - La vera storia di White Boy Rick (Yann Demange, 2017, 111), biopic sul più giovane informatore dell'FBI della storia con Matthew Mc Conaughey, Jennifer Jason Leigh e Bruce Dern. Uscito con otto mesi di ritardo sulle previsioni per vari rimaneggiamenti ha avuto riscontri sufficienti. Per cinefili curiosi.
- J-Style Trip (2020), varietà con musica e numeri di magia senza studio gestito dalla star taiwanese Jay Chou. Disponibile il primo episodio, ambientato a Parigi. Potrebbe essere meno noioso di quanto si possa pensare.
- Nut Job - Tutto molto divertente (Calan Bunker, 2017, 95'), sequel di Nut Job - operatore nocciolina (2014) vede il ritorno delle vicende delle avventure dello scoiattolo Spocchia e i suoi amici, sfidati da un sindaco trumpiano che vuole distruggergli il bosco. La coproduzione coreana resta sopra la sufficienza ed è tollerabile da grandi e piccini. Dimezza gli incassi del primo film ma poi hanno comunque fatto il terzo.
- Trolls (Mike Mitchell, White Dohrn,2016, 92'), il fortunato sbarco al cinema (340 milioni di dollari di incassi) delle odiose bambole Trolls impegnate nella battaglia ai cannibali Bergen. I doppiatori sono un parterre de roi che comprende tra gli altri Anna Kedrick, Cristine Baranski, Justin Timberlake, Gwen Stefani, Cristopher Mintz-Plasse, John Cleese e Zooey Deschanel. Insomma il consiglio è di non avventurarsi nella visione senza aver impostato l'audio originale sottotitolato. Appena i cinema saranno riaperti saranno infestati da "Trolls 2 - world tour"
- Cocaine - La vera storia di White Boy Rick (Yann Demange, 2017, 111), biopic sul più giovane informatore dell'FBI della storia con Matthew Mc Conaughey, Jennifer Jason Leigh e Bruce Dern. Uscito con otto mesi di ritardo sulle previsioni per vari rimaneggiamenti ha avuto riscontri sufficienti. Per cinefili curiosi.
- J-Style Trip (2020), varietà con musica e numeri di magia senza studio gestito dalla star taiwanese Jay Chou. Disponibile il primo episodio, ambientato a Parigi. Potrebbe essere meno noioso di quanto si possa pensare.
Le novità Amazon Prime Video di lunedì 23 marzo 2020
- "Guns Akimbo" (Jason Lei Howden, 2019, 97') , film thriller action e caciarone del promettentissimo Howden con uno scatenato Daniel Radcliffe programmatore di videogiochi costretto a una battaglia reale in streaming con la raising star Samara Weaving. Da vedere e recensire.
- "Free Men" (Anne Fredrique Widmann, 2018, 89'), documentario: la vera storia di Kenneth Reams, condannato ingiustamente alla pena di morte per omicidio, con l'aiuto della futura moglie si salva. In inglese con sottotitoli in italiano. Una storia a lieto fine per questi tempi terribili.
- "Castle - Detective tra le righe" (2016), serie tv. Procedurale durato otto stagioni, dal 2009 al 2016 sulla ABC per complessivi 173 episodi. Un giallista divorziato con figlia adolescente e madre intraprendente, aiuta la polizia newyorkese avendo come eroina dei propri romanzi la copia di una detective realmente esistente. Poco sangue, molto humor, Straordinari Nathan Fillon e Stana Katic. Labilissima storia orizzontale permette di goderne un episodio a casa quando non si riesce a passare il tempo.
- "Milionari" (Alessandro Piva, 2016, 94'), film: trent'anni di storia di Napoli attraverso le vicende di un rampante clan. Un taglio diverso sulla camorra più intimista e quasi documentaristico rispetto al gomorrismo imperante. C'è Valentina Lodovini che neanche come moglie del boss riesce a fare la vajassa. Per appassionati del genere.
- "Attenti a quella pazza Rolls Royce" (Ron Howard, 1977, 105') Roger Corman produce l'esordio dietro la macchina da presa del Ricky Cunningham di "Happy Days" (c'è anche Marion Ross), qui anche attore e sceneggiatore. Monta Joe Dante. Due amanti in fuga su una Rolls Royce verso Las Vegas. A tratti scatenatissima commedia che fa finta di essere anche una storia d'amore. Si nota che il ragazzo ci sa fare. Per i completisti hollywoodiani e per chi vuole provare una variazione sentimentale di Cannonball. SCELTA DEL GIORNO
- "Free Men" (Anne Fredrique Widmann, 2018, 89'), documentario: la vera storia di Kenneth Reams, condannato ingiustamente alla pena di morte per omicidio, con l'aiuto della futura moglie si salva. In inglese con sottotitoli in italiano. Una storia a lieto fine per questi tempi terribili.
- "Castle - Detective tra le righe" (2016), serie tv. Procedurale durato otto stagioni, dal 2009 al 2016 sulla ABC per complessivi 173 episodi. Un giallista divorziato con figlia adolescente e madre intraprendente, aiuta la polizia newyorkese avendo come eroina dei propri romanzi la copia di una detective realmente esistente. Poco sangue, molto humor, Straordinari Nathan Fillon e Stana Katic. Labilissima storia orizzontale permette di goderne un episodio a casa quando non si riesce a passare il tempo.
- "Milionari" (Alessandro Piva, 2016, 94'), film: trent'anni di storia di Napoli attraverso le vicende di un rampante clan. Un taglio diverso sulla camorra più intimista e quasi documentaristico rispetto al gomorrismo imperante. C'è Valentina Lodovini che neanche come moglie del boss riesce a fare la vajassa. Per appassionati del genere.
- "Attenti a quella pazza Rolls Royce" (Ron Howard, 1977, 105') Roger Corman produce l'esordio dietro la macchina da presa del Ricky Cunningham di "Happy Days" (c'è anche Marion Ross), qui anche attore e sceneggiatore. Monta Joe Dante. Due amanti in fuga su una Rolls Royce verso Las Vegas. A tratti scatenatissima commedia che fa finta di essere anche una storia d'amore. Si nota che il ragazzo ci sa fare. Per i completisti hollywoodiani e per chi vuole provare una variazione sentimentale di Cannonball. SCELTA DEL GIORNO
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venerdì 25 agosto 2017
Solo a Torino vedono Gigi8
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| Il quotidiano torinese e Gigi |
Nella prima giornata del campionato di serie A sono scesi in campo 277 giocatori, nel particolare 20 portieri, 83 difensori, 95 centrocampisti e 79 attaccanti.
Di questi 20 (due difensori, sette centrocampisti e undici attaccanti hanno ricevuto senza voto da tutti e tre i quotidiani sportivi; due, i centrocampisti Rincon e Rigoni N. sono stati comunque ammoniti.
Riguardo ai colori 13 sono magenta, uno Sau con tre senza voto, 112 verde, 23 azzurri e 129 bianchi.
Riguardo ai gol segnati, ventuno, due sono stati realizzati da difensori (Ghoulam e Kolarov), uno da centrocampisti (Kessie su rigore) e diciotto da attaccanti (doppiette di Icardi e Quagliarella poi Cutrone, Birsa, Perisic Suso, Pazzini, Higuain, Thereau, Inglese, Mandzukic, Ciciretti, Ljajic, Milik, Di Francesco e Dybala). Riguardo ai colori nessun gol magenta, due azzurri (Kessie e Cutrone), sette verdi (doppietta Quagliarella, Pazzini, Inglese, Ciciretti, Di Francesco e Dybala) e dodici bianchi.
A tutto questo si assomma l'autorete del difensore veronese Souprayen a favore del Napoli.
Per gli altri bonus abbiamo assistito a un rigore parato (Buffon), tredici assist (Alex Sandro, Birsa, Cataldi, Cutrone, De Paul, Insigne, Joao Mario, Lichtsteiner, Perisic, Pjanic, Ramirez, Suso e Verdi), trentuno ammoniti (Angella, Barreto, Bonucci, Borriello, Cacciatore, Cataldi, Cutrone, De Maio, Defrel, Del Pinto, Dussenne, Gentiletti, Giaccherini, Heurtaux, Lichtsteiner, Locatelli, Luis Alberto, Magnanelli, Nainggolan, Perica, Politano, Pulgar, Rigoni N., Rincon, Romulo, Rossettini, Sanchez, Toloi, Veloso, Viviani, Wallace), un rigore sbagliato (Farias).
Otto portieri hanno mantenuto imbattuta la loro porta: Alisson, Buffon, Consigli, Donnarumma G., Gomis, Handanovic, Perin e Strakosha; sei hanno raccolto un pallone in fondo al sacco (Berisha, Mirante, Puggioni, Reina, Sirigu e Sorrentino); in due sono superati due volte (Belec e Scuffet); in quattro ne incassano ben tre (Cordaz, Cragno, Nicolas e Sportiello).
Per quanto riguarda i voti la Gazzetta dello sport ha assegnato un 8 (Icardi), sette 7.5 (Cutrone, Di Francesco, Dybala, Gomis, Insigne, Kessie e Suso), diciotto 7, quarantasei 6.5, novantadue 6, cinquantotto 5.5, trenta 5, quattro 4.5 (Martella, Mirante, Tomovic e Vitor Hugo) e un 4 (Ceccherini).
Il Corriere dello Sport/Stadio assegna invece due 8 (Cutrone e Icardi), sei 7.5 (Buffon, Dybala, Insigne, Kessie, Quagliarella e Suso), ventuno 7, quarantaquattro 6.5, centodiciassette 6, trentaquattro 5.5, ventitre 5, due 4.5 (Mandragora e Sourpayen) e un 4 (sempre Ceccherini).
Infine il torinese Tuttosport ha premiato con 8 tre giocatori (Buffon Cutrone e Kolarov), con 7.5 sei giocatori (Birsa, Dybala, Icardi, Ljajic, Perisic e Suso), con 7 dieci giocatori, con 6.5 quarantasette elementi, con 6 centoquattro atleti, con 5.5 in quarantasei, con 5 ventisei pedatori, con 4.5 Cop Farias Padoin Scuffet e Tomovic, con 4 gli espulsi Ceccherini e Hysaj.
Per i senza voto sono 20 per la Gazzetta dello Sport, 27 per il Corriere dello Sport/Stadio, 28 per Tuttosport.
Sei giocatori prendono voti solo da due quotidiani su tre: Di Chiara, Douglas Costa, Gagliardini, Giaccherini, Izco e Linetty; quattro da uno solo (De Roon, El Shaarawy, Garritano e Salcedo Mora)
La media dei giocatori scesi in campo nella giornata è 5,947 per i duecentocinquantasette scrutinati dalla Gazzetta dello Sport, 6,044 per i duecentocinquanta esaminati dal Corriere dello Sport/Stadio e 5,952 per i duecentoquarantanove pagellati da Tuttosport.
La Top11 per media voto usando uno schema consentito dal nostro regolamento è basata sul 4-3-3: Buffon; Kolarov Skriniar Ghoulam Vicari; Joao Mario Kessié Pjanic ; Cutrone Icardi Suso (Dybala)
Nella Top11 per fantamedia in attacco Quagliarella strappa il posto a Cutrone, in difesa Alex Sandro subentra allo spallino Vicari.
Top11 nazionale per media voto: Buffon; Bonucci Vicari Zappacosta; Costa F., Locatelli, Mora, Schiattarella; Cutrone Insigne Quagliarella (Di Francesco).
Nella nazionale per fantamedia in difesa Regini Chiellini Gamberini Maietta e Rugani hanno tutti diritto a prendere possesso del seggio di Bonucci.
Infine gli undici rimandati per media voto (5-3-2): Scuffet (Mirante); Ceccherini, Hysaj, Martella, Tomovic, Vitor Hugo; Izco, Mandragora, Padoin; Palombi, Paloschi.
lunedì 20 febbraio 2017
La zombie bella e simpatica
E' il tempo dei morti viventi. L'incredibile successo di "The Walking
Dead" ha portato alla nascita di una serie di telefilm, per dirla
arcaicamente, che sfruttano il filone.
Tra queste si è rivelata molto meglio del previsto Izombie, tratta da un fumetto Vertigo, e scritta da Rob Thomas, celebre per Veronica Mars, accurata fusione di procedurale e sentimentale.
E proprio sentimentale e procedurale sono due degli ingredienti oltre alla questione dei morti viventi.
Uno zombie, se si nutre quotidianamente di cervello, non è diverso da un essere umano normale, anzi. Diventa una specie di supereroe, combatte molto meglio, ha lampi di memoria di colui che ha fornito il cibo. Solo una fame prolungata lo trasforma in quella ameba affamata diventata famosa grazie ai film di Romero e al telefilm tratto dal fumetto di Kirkman.
Accettate queste regole la serie è molto gradevole.
Liv, laureata in medicina, in procinto di sposarsi, va a una festa e la sua vita viene ribaltata. Una droga di nuovo tipo trasforma le persone in zombie e la protagonista si risveglia dentro un sacco per cadaveri guardando le sue mani che mostrano una pelle di un bianco lattiginoso.
Invece di impazzire la protagonista, mettendo alla prova la nostra sospensione della incredulità, è abile nel trovare un nuovo status quo, lascia il fidanzato, annuncia una svolta emo, lascia l'ospedale e va a lavorare in obitorio agli ordini del simpatico nerd barbuto Ravi che subito si mette all'opera per creare un vaccino; nutrendosi dei cervelli delle vittime aiuta le indagini del rampante detective Babineaux che ha l'ingrato compito di ignorare ogni indizio sulla zombificazione della ragazza.
Durante i casi di puntata che caratterizzano i primi episodi emerge la figura del cattivo della prima stagione, Blaine, il ragazzo che ha zombificato Liv; che ha la produttiva idea di zombificare persone abbienti e vendergli poi cervelli e non solo e mettendo su una produttiva macelleria dal meraviglioso nome di "Carne Carina" che usa i senzatetto e i ragazzi sbandati facilmente fatti sparire nel lato oscuro di Seattle, lo scenario in cui si svolgono le vicende.
Emergerà poi un nuovo cattivo, il proprietario di una specie di Red Bull che ha la zombificazione tra gli effetti collaterali.
La prima serie, 13 episodi di 45 minuti, è disponibile su Netflix.
Perchè vederla? Perchè lo zombie è il nostro doppio, rappresenta l'uomo massa che si piega alla sua ferinità, e anche in questa era social cercare di mantenere una propria etica nonostante tutto. Il lato gore e fetish provocato dal latente cannibalismo e dall'interazione tra i personaggi non fa che rendere disturbante la visione senza farcene allontanare.
Tra queste si è rivelata molto meglio del previsto Izombie, tratta da un fumetto Vertigo, e scritta da Rob Thomas, celebre per Veronica Mars, accurata fusione di procedurale e sentimentale.
E proprio sentimentale e procedurale sono due degli ingredienti oltre alla questione dei morti viventi.
Uno zombie, se si nutre quotidianamente di cervello, non è diverso da un essere umano normale, anzi. Diventa una specie di supereroe, combatte molto meglio, ha lampi di memoria di colui che ha fornito il cibo. Solo una fame prolungata lo trasforma in quella ameba affamata diventata famosa grazie ai film di Romero e al telefilm tratto dal fumetto di Kirkman.
Accettate queste regole la serie è molto gradevole.
Liv, laureata in medicina, in procinto di sposarsi, va a una festa e la sua vita viene ribaltata. Una droga di nuovo tipo trasforma le persone in zombie e la protagonista si risveglia dentro un sacco per cadaveri guardando le sue mani che mostrano una pelle di un bianco lattiginoso.
Invece di impazzire la protagonista, mettendo alla prova la nostra sospensione della incredulità, è abile nel trovare un nuovo status quo, lascia il fidanzato, annuncia una svolta emo, lascia l'ospedale e va a lavorare in obitorio agli ordini del simpatico nerd barbuto Ravi che subito si mette all'opera per creare un vaccino; nutrendosi dei cervelli delle vittime aiuta le indagini del rampante detective Babineaux che ha l'ingrato compito di ignorare ogni indizio sulla zombificazione della ragazza.
Durante i casi di puntata che caratterizzano i primi episodi emerge la figura del cattivo della prima stagione, Blaine, il ragazzo che ha zombificato Liv; che ha la produttiva idea di zombificare persone abbienti e vendergli poi cervelli e non solo e mettendo su una produttiva macelleria dal meraviglioso nome di "Carne Carina" che usa i senzatetto e i ragazzi sbandati facilmente fatti sparire nel lato oscuro di Seattle, lo scenario in cui si svolgono le vicende.
Emergerà poi un nuovo cattivo, il proprietario di una specie di Red Bull che ha la zombificazione tra gli effetti collaterali.
La prima serie, 13 episodi di 45 minuti, è disponibile su Netflix.
Perchè vederla? Perchè lo zombie è il nostro doppio, rappresenta l'uomo massa che si piega alla sua ferinità, e anche in questa era social cercare di mantenere una propria etica nonostante tutto. Il lato gore e fetish provocato dal latente cannibalismo e dall'interazione tra i personaggi non fa che rendere disturbante la visione senza farcene allontanare.
martedì 14 febbraio 2017
Gabbani revolution?
Ieri sono accadute due cose inquietanti. Il programma più importante della rete televisiva più importante del primo gruppo televisivo privato della nazione non riusciva a non parlare e a non far ascoltare una canzone che richiamava un programma appena andato in onda per cinque sere sul primo canale della tv di stato.
Una esiziale direzione del principale partito del paese si è aperta con l'inno nazionale preceduto sempre dal brano che ha a sorpresa vinto il sessantasettesimo festival di Sanremo:2007 "Occidentali's karma" cantato da Francesco Gabbani.
E i dati di itunes, la pagina facebook dell'Eurovisione, il panettiere sotto casa che non ti sveglia più con "curre curre quagliò", tutto ci induce a pensare che sul palco dell'Ariston sia andata in scena una nuova rottura semiologica del normale ascoltare e sentire.
Il brano è rivoluzionario e allo stesso tempo raccoglie il testimone di una serie di progenitori che hanno cercato di turbare l'animo dello stolido pubblico sanremese.
E' il 1986 quando uno dei più illuminati fantasisti della televisione italiana, Renzo Arbore, si presenta tra i fiori liguri con una canzone gonfia di sottotesti licenziosi e spinti, "Il clarinetto", e solo l'esplosione di Eros Ramazzotti gli impedisce di conquistare il favore dei giocatori del Totip che allora componevano la giuria.
Elio e le storie tese, uno dei gruppi che con più efficacia ha percorso le strade dell'innovazione lessicale e musicale non disgiunta dall'ironia, realizzarono il brano che ottenne più voti nel 1996 ("La terra dei cachi", cantata con Raoul Casadei in una delle serate) ma Pippo Baudo, presentatore e direttore artistico, cambiò il verdetto. Il gruppo milanese spargerà ancora il verbo nelle edizione del 2013 con "La canzone mononota" e "dannati forever" e nel 2016 con "Vincere l'odio".
Intanto Daniele Silvestri era stato il vincitore morale del festival del 2007 con "La paranza", che con un sound latinoamericaneggiante coniugava richiami all'amore e avvenimenti di cronaca come l'arresto di Bernanrdo Provenzano o il delitto di Cogne.
Il brano di Gabbani è il figlio di tutte queste audaci imprese. Basta rileggerne il testo:
Essere o dover essere
Il dubbio amletico
Contemporaneo come l’uomo del neolitico
Nella tua gabbia 2×3 mettiti comodo
Intellettuali nei caffè
Internettologi
Soci onorari al gruppo dei selfisti anonimi
L’intelligenza è démodé
Risposte facili
Dilemmi inutili.
AAA cercasi (cerca sì)
Storie dal gran finale
Sperasi (spera sì)
Comunque vada panta rei
And singing in the rain
Lezioni di Nirvana
C’è il Buddha in fila indiana
Per tutti un’ora d’aria, di gloria
La folla grida un mantra
L’evoluzione inciampa
La scimmia nuda balla
Occidentali’s Karma
Occidentali’s Karma
La scimmia nuda balla
Occidentali’s Karma
Piovono gocce di Chanel
Su corpi asettici
Mettiti in salvo dall’odore dei tuoi simili
Tutti tuttologi col web
Coca dei popoli
Oppio dei poveri.
AAA cercasi (cerca sì)
Umanità virtuale
Sex appeal (sex appeal)
Comunque vada panta rei
And singing in the rain.
Lezioni di Nirvana
C’è il Buddha in fila indiana
Per tutti un’ora d’aria, di gloria
La folla grida un mantra
L’evoluzione inciampa
La scimmia nuda balla
Occidentali’s Karma.
Occidentali’s Karma
La scimmia nuda balla
Occidentali’s Karma.
Quando la vita si distrae cadono gli uomini.
Occidentali’s Karma
Occidentali’s Karma
La scimmia si rialza.
Namasté Alé
Lezioni di Nirvana
C’è il Buddha in fila indiana
Per tutti un’ora d’aria, di gloria.
La folla grida un mantra
L’evoluzione inciampa
La scimmia nuda balla
Occidentali’s Karma.
Occidentali’s Karma
La scimmia nuda balla
Occidentali’s Karma
Versi brevi, brevissimi, che prediligono lemmi recenti, un numero di citazioni spaventoso, che spazia da "2001" di Kubrick a "La scimmia nuda" di Desmond Morris a "La religione oppio dei popoli" di Karl Marx. Una critica puntuta all'uomo immerso nei social e a una certa religiosità orientaleggiante che sembra una facile via d'uscita. Eppure se ne possono estrarre, in questa serie quasi infinita di pitstop lessicali, tre righe che sarebbero piaciute a Montale e Quasimodo:
Mettiti in salvo dall'odore dei tuoi simili.
Per tutti un ora d'aria. Di gloria.
Quando la vita si distrae cadono gli uomini.
E questo immerso in un ritmo indiavolato, indianeggiante che frantuma ai primi ascolti l'attenzione sulla parola. E l'uso dello scimmione che svia dal resto, che richiama Arbore ed Elio per l'uso altro del palco. Sembra parlare d'altro, sembra dire che il karma dell'occidente è il suo tramonto, ma prima di lanciarsi in una ripetizione che porta via la nostra soglia dell'attenzione nel ballo sulle strade di Nuova Delhi ci lascia con due parole, namastè e alè che contengono più speranza del previsto.
L'assonanza tra uno dei termini più densi di significato della tradizione indiana e l'appello popolare dei gruppi informali italiani fa guadagnare a questa canzone il passaporto per essere apprezzata ad ogni livello e per essere cantata sui tetti e sugli stadi e per cambiare il nostro oggi come fece, agli inizi del miracolo economico, un altro brano spacca tempo: "Nel blu dipinto di blu" di Domenico Modugno.
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martedì 31 marzo 2015
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